Le Miniere dell’Argentario

Nel 1872 Pietro Bausani, abitante a Porto S.Stefano, scoprì un giacimento ferro-manganesifero ai piedi del monte Argentario. Il giacimento si trovava nella parte est del monte, di fronte alla laguna di Orbetello, nei terreni di tal Cesare Ugazzi. A seguito della scoperta l’Ugazzi entrò in società con i fratelli James e William Raë, di origine inglese, che avevano una società a Livorno.

Il minerale, composto da limonite, magnerite e ossidi di manganese, con tenore in ferro di circa il 30% e in manganese del 15%, era di discreta qualità, povero in silice, e adatto alla produzione dell’acciaio nei convertitori Bessemer-Siemens” (da Almanacco del Monte Argentario)

Nel 1874 iniziò l’attività estrattiva che aveva carattere fortemente stagionale, a causa della malaria: in inverno il numero dei lavoratori triplicava rispetto all’estate. Nelle miniere lavorarono anche numerosi condannati del bagno penale di Orbetello.

Poichè le gallerie estrattive erano limitrofe alla laguna di Orbetello fu necessario dotare gli impianti di potenti idrovore che permettessero di mantenerle asciutte.

Nel 1916 la proprietà delle miniere venne ceduta dai fratelli Raë all’ILVA e, nel 1939, passò ulteriormente di mano divenendo proprietà della società FERROMIN.

L’attività della miniera continuò sino al 1958 quando cessarono completamente le attività estrattive e le gallerie furono lasciate allagare.
La FERROMIN continuò, comunque, una piccola attività estrattiva a cielo aperto sino al 1964.

Si calcola che, tra il 1874 e il 1955, la miniera abbia fornito oltre un milone e duecentomila tonnellate di minerale ferro-manganesifero, pari al 98% dell’intera produzione nazionale.

Ad oggi (2015) le uniche tracce delle miniere sono due grandi torri che alloggiavano i motori dei pozzi, con annessi edifici per gli apparati elettrici, e il piazzale di cernita dei materiali, dove continuò per pochi anni l’attività estrattiva all’aperto.

Sotto alle due torri i pozzi estrattivi sono stati cementati.

Come si vede da questa pianta mineraria del 1944, all’epoca i pozzi si trovavano molto più vicini alla laguna di Orbetello

1944

Pianta delle miniere nel 1944. I due pozzi oggi visibili non erano ancora presenti (1)

Alcuni degli edifici della miniera sono ancora presenti, trasformati in private abitazioni. In particolare, a sinistra, i due ex depositi dei materiali esplodenti.

In una successiva planimetria del 1970, invece, si vedono chiaramente entrambi i pozzi

1970

Nel 1970 si vedono chiaramente i due pozzi (in alto) e il piazzale di cernita dei materiali (a destra) (1)

In questa pianta del 1957 si possono vedere tutte le concessioni minerarie dell’Argentario

1957

Pianta concessioni della FERROMIN del 1957. L’area delle miniere è quella identificata da 1 e 3, rispettivamente “Il passo” e “Poggio Mortaio” (1)

Le foto che seguono sono state scattate, su pellicola bianco e nero, nel 2015

(1) le piante sono state prese dal database geologico-minerario dell’Università di Siena


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