S.L.O.I.

La S.L.O.I. di Trento (Società Lavorazioni Organiche Inorganiche) fu costruita nel 1939 per la produzione di piombo tetraetile (PTE).
Il PTE era utilizzato come antidetonante per il carburante degli aerei da guerra e il posizionamento della fabbrica era strategico per la vicinanza alla Germania, alleata dell’Italia, agevolmente collegata dalla ferrovia del Brennero. Quando fu costruita la S.L.O.I. era la più grande fabbrica europea di PTE (e la seconda al mondo) e contribuì fortemente allo sforzo bellico dell’Asse.

Al termine del secondo conflitto mondiale la fabbrica continuò il proprio lavoro fornendo il PTE per i carburanti delle autovetture, conoscendo un periodo di enorme crescita e sviluppo durante il boom economico italiano con la diffusione dell’automobile.

Le condizioni di lavoro erano eccellenti dal punto di vista economico ma pessime per quanto riguardava la sicurezza e la salute, specchio della ancora acerba consapevolezza dei rischi dell’inquinamento industriale.

Si registrarono, negli anni, innumerevoli infortuni e casi di avvelenamento da piombo (saturnismo). Poichè l’avvelenamento da piombo compromette il sistema nervoso, molti operai furono internati nel vicino manicomio di Pergine, venendo trattati come pazzi e non come intossicati.

Negli anni crebbe la consapevolezza della popolazione di Trento in merito alla pericolosità dell’impianto ed iniziarono le proteste.

Il 14 luglio 1978 un forte temporale si abbattè sulla città e l’acqua raggiunse alcuni fusti di sodio non correttamente immagazzinati. Al contatto con l’acqua il sodio esplose dando origine a un immenso incendio. La salvezza dell’intera città di Trento si deve alla prontezza e alla preparazione del comandante dei vigili del fuoco, Ing. Nicola Salvati, che fece requisire alcuni camion di cemento del vicino impianto Italcementi e lo utilizzò per soffocare le fiamme. Se l’incendio avesse raggiunto l’area di stoccaggio del PTE si stima che la nube tossica avrebbe ucciso migliaia di persone.

Dopo questo incidente l’impianto fu definitivamente chiuso. Nel tempo si è proceduto allo smantellamento degli edifici (ad oggi, 2015, resta lo scheletro dell’edificio forni e la torre dell’acqua) ma ancora non è chiaro come si potrà procedere alla bonifica del suolo dove, si stima, siano presenti 180 tonnellate di piombo. La grande difficoltà della bonifica è dovuta al fatto che non ci sono esperienze simili nel mondo e che il terreno inquinato è separato dalla sottostante falda acquifera da un sottile diaframma di argilla impermeabile che, se si dovesse rompere durante le operazioni, porterebbe all’inquinamento della falda con conseguenze ovviamente disastrose.

Tutte le immagini della galleria sono state scattate su pellicola Ilford Fp4

Anche lo stabilimento Italcementi da cui venne prelevato il cemento che ha permesso di spegnere l’incendio del 1978 è stato nel frattempo demolito. Ne restano a testimonianza solo due ciminiere addossate alla montagna dove passa, in galleria, l’autostrada del Brennero.

Ex Italcementi, Trento 2015
Ex Italcementi, Trento 2015


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